Il peso del colonialismo sull’ Africa

1 Gen

Tra la metà degli anni “50 e la metà degli anni “70 del 1900 l’ Africa vive un periodo di intensa attività anti-coloniale, in parte coincidente con le rivolte contadine ed operaie che si organizzano nei centri stessi dell’ imperialismo e capitalismo.
La maggior parte dei movimenti di liberazione nazionale nasce intorno ad una élite di ispirazione marxista, anche in conseguenza della contrapposizione militare tra blocco dominato dagli USA e blocco dominato dall’ URSS. Queste élite trovano inizialmente un forte sostegno popolare, dovuto ai secoli (due o più a seconda dei paesi) di rapina coloniale e totale impoverimento delle economie indigene (sottrazione di terre arabili, di materie prime naturali e minerarie,invasione di prodotti industriali che rovinano artigianato e commercio).
Il sostegno popolare permette le prime vittorie militari e il raggiungimento della indipendenza, ma viene progressivamente meno, nella fase successiva alla indipendenza, quando le élite colonialiste sferrano nuovi attacchi ai vari paesi africani. Ottenuta l’ indipendenza i partiti e i movimenti di liberazione si trovano di fronte allo immane compito di rilanciare le economie indigene distrutte dal colonialismo. La linea delle nazionalizzazioni, ove presente, si scontra subito con la pressione internazionale capitalista sia sul piano militare che finanziario e ideologico (mass media). Partiti e movimenti di liberazione vengono attaccati ideologicamente e perseguiti militarmente per spaccare il gruppo ed isolare le figure incorruttibili fino alla eliminazione fisica.
Avviene in Algeria, Marocco, Burkina, SudAfrica ed in altri paesi. Gli attacchi neocolonialisti si realizzano attraverso una moltitudine di forme, che in molti casi coesistono in una strategia devastante: – creazione di milizie mercenarie che costringono il governo di liberazione a spendere in difesa e sottrarre capitali alle spese sociali (è soprattutto il caso di Mozambico e Angola).
– attentati a singoli dirigenti rivoluzionarii (Marocco, Algeria, Burkina, etc).
– pressione finanziaria attraverso la concessione di “prestiti” a tassi di usura in cambio di pesanti limitazioni alla spesa pubblica e quindi al potere economico del governo di liberazione
– azioni di corruzione collettiva e individuale finalizzate a garantire il potere personale o meglio un alto standard di vita, in cambio della cessione del diritto di politica economica
– imposizione di accordi di “libero scambio” e “privatizzazioni” che in realtà impongono le importazioni di prodotti di multinazionali euro-usa e la svendita del patrimonio nazionale ad accaparratori stranieri. Le conseguenze di questi attacchi sono la resa nel tempo dei partiti e movimenti di liberazione alle priorità coloniali capitaliste :
– rinuncia alle campagne di alfabetizzazione
– rinuncia alle campagne di divisione delle terre
– rinuncia alle campagne di alfabetizzazione sanitaria
– rinuncia al ricambio generazionale del partito sia per contrastare gli attentati ai dirigenti che, al contrario, per garantirsi il potere personale di vassallo. Nonostante il progressivo esautoramento delle istituzioni rivoluzionarie, la società civile, che gli europei pretendono di aver inventato, mentre la reprimevano con forza ovunque, riesce sporadicamente ad organizzarsi in movimenti di rivolta, dettati da bisogni fondamentali quali la nutrizione, il salario, la salute, gli affetti.
Si sviluppano così periodicamente lotte contro la fame, lotte delle donne per il divorzio e contro la violenza maschile, lotte per la assistenza sanitaria, lotte per aumenti di salario. Nella maggior parte dei casi esse vengono represse, militarmente e politicamente, con il sostegno esterno.
La strategia neocoloniale comincia allora ad intervenire di nuovo anche all’ interno delle dinamiche sociali alimentando contrapposizioni etniche (strategia preferita dalle élite europee) e alimentando le contrapposizioni religiose (strategia preferita dalle élite statunitensi). Si cerca in questa ottica di alimentare, per esempio, la contrapposizione tra comunità arabe e comunità amazigh, di isolare le comunità ebraiche nel nord Africa, di contrapporre la minoranza indiana alla maggioranza africana in Sud Africa, di creare movimenti fondamentalisti islamici (dove l’ Islam è presente) con l’unico obiettivo della destabilizzazione locale e della giustificazione di un nuovo intervento coloniale (è il caso per esempio della Somalia). Non manca la concorrenza economica e militare tra élite colonialiste per il controllo di intere aree del continente. In Africa occidentale gli USA tendono a sostituirsi alla Francia, che di tanto in tanto ritorna con interventi militari (come in Mali) e in tutta l’ Africa la Cina sta cercando di crearsi proprie aree di influenza, offrendo investimenti senza condizioni politiche, e ispirandosi alla vecchia politica commerciale cinese, più che al non-allineamento maoista.
Col passare del tempo le nuove generazioni non riconoscono più ai movimenti di liberazione fattisi partito l’onore della conquista della indipendenza e vedono invece i compromessi che queste élite hanno subito da parte degli interessi capitalisti e coloniali : è il caso per esempio dei minatori del Sud Africa la cui rivolta viene repressa nel sangue dalla polizia dell’ANC d’accordo con le milizie private delle compagnie minerarie straniere.
E’il caso delle rivolte giovanili nel Maghreb. Difficile prevedere se ulteriori generazioni di giovani africani riusciranno a liberarsi del peso soffocante della presenza coloniale e certamente non ci riusciranno se penseranno che basti liberarsi delle truppe straniere invece che del modello capitalista. La debolezza contemporanea delle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici,così come dei disoccupati nei centri dell’impero non aiuta le rivolte africane ad affermarsi, e la diaspora africana appare ugualmente stritolata tra integrazione individuale e sconfitta collettiva.

Marco Sbandi – 10 dicembre 2013

Lager democratici

1 Gen

Lager democratici

A Lampedusa gli immigrati vengono fatti sfilare nudi allo scoperto per essere inondati con disinfettanti. Questa pratica viene eseguita da una cooperativa che fa capo alla Lega delle Cooperative, che a sua volta fa parte della galassia PD . La denuncia viene da un immigrato che ha filmato la scena. Ecco come il Partito Democratico intende la democrazia :
come il Partito Democratico degli Stati Uniti a Guantanamo !!! Democrazia per il Partito Democratico è : umiliare, insultare, offendere, torturare, violentare, coloro che sono fuggiti dai paesi invasi e rovinati dal colonialismo.
Non è però una novità. La concezione disumanitaria del PD risale a Berlinguer con la svolta a favore dello ingresso nella NATO, organizzazione militare contro la democrazia in Europa e poi nel mondo. La Nato ha sempre sostenuto il regime sanguinario turco nella sua persecuzione costante contro i kurdi anche con le armi chimiche come il fosforo bianco. La legge Turco-Napolitano è la applicazione della logica coloniale alla immigrazione. Oggi gli schiavi sono costretti a pagare per la propria deportazione.
Prima pagano per la deportazione, poi pagano per l’ ingresso in Italia, poi pagano per il soggiorno in Italia, e infine pagano per l’ espulsione dall’ Italia. Chi non muore in mare rischia di finire nei CIE dove viene chiuso in gabbia senza aver commesso reati ma solo perché ha preteso di cercare un luogo in cui vivere dopo che europei e americani hanno distrutto il suo paese di nascita. Se non tace in prigione, dove non può lavarsi, non riesce a contattare nessuno, e mangia cibo non commestibile viene pestato con cura e riempito di psicofarmaci.
Se protesta perché non ha dove dormire, non ha dove lavarsi, non ha acqua e abiti puliti viene pestato e imbottito di psicofarmaci.
La “democrazia avanzata occidentale” viene difesa a tutti i costi contro le “invasioni” di “disfattisti” africani e asiatici. La espressione “azienda italia” tanto cara alla mentalità PD riflette il valore che ha la vita umana per i dirigenti e gli iscritti al partito : la vita di chi non dirige le aziende che finanziano il partito e che governano vale quanto un utensile in fabbrica : quando si guasta si butta e si cambia. Così la vita degli immigrati vale se questi diventano docili servi e per farli diventare docili servi vanno bene anche le torture, gli psicofarmaci in dosi quanto più alte possibili.
Chi non è servo fedele del padrone deve essere ammansito, alienato, annientato, nascosto.
La tortura nei confronti di 100 serve anche a terrorizzarne 1000 e lo stesso vale per lo sfruttamento.
La democrazia è in questa ottica un gioco di società riservato alle lobbies nazionali ed estere, ai padroni che il PD sceglie di servire ciecamente ed anche per pochi spiccioli. L’ istruzione, la cultura, la salute, la giustizia non devono ostacolare gli interessi del capitale ma essere funzionali ad esso, devono essere al suo servizio : ecco la linea guida del partito, giunto ai lager staliniani per via capitalista e cristiano-coloniale.
I gulag diventano un modello per Berlusconi e Renzi che così rivalutano la scuola di Lombroso e la eliiminazione fisica degli esseri diversi dal robot ariano e capitalista. La espulsione di persone con handicap fisico da strutture turistiche facenti capo ad amministratori di area PD non è stato un incidente.
Le donne e gli uomini immigrati devono subire le forche caudine della reclusione nei CIE, della abiura della propria cultura, della rinuncia ai propri diritti a partire da quelli fondamentali. Solo se diventeranno servi fedeli e occidentalizzati del padrone, potrà essere riservato loro un ruolo da buffone di corte, magari un tocco esotico nel partito e nel parlamento. Le persone immigrate devono anche dare il buon esempio a quegli italiani e a quelle italiane che non amano servire il padrone o adorarlo in nuovi e vecchi templi in attesa della sua commozione.
La gestione in appalto dei CIE è anche un esperimento di privatizzazione della giustizia, e di istituzione di carceri fuori controllo. Un esperimento che viene sottovalutato in questo paese in piena involuzione politica e civile.
Se le violazioni dei diritti umani vengono commesse da governi in Africa, Asia e America centromeridionale ONU e Nato provvederanno a invadere e bombardare quei paesi per impossessarsi delle loro ricchezze con il pretesto della difesa della civiltà. Se le violazioni dei diritti umani vengono commesse da governi europei ONU e NATO provvederanno ad armarne le frontiere per proteggere i governi contro nuove “invasioni” di “disfattisti” “extracomunitari”. Le frontiere africane, asiatiche e della america nativa vengono violate continuamente da armate NATO mentre le frontiere europee e USA vengono difese con il filo spinato. La identità italiana da proteggere con le navi da guerra e i CIE non è quella culturale ma quella delle maschere del servilismo da Pulcinella ad Arlecchino.

Marco Sbandi – 21 dicembre 2013

l’onda rossa

28 Lug

“L’onda rossa” – di Marco Sbandi, Edizioni 7 mari©, luglio 2012

La porta dell’ufficio era chiusa. La fila di persone in attesa si allungava. L’usciere cominciò a meravigliarsi di quella fila così lunga. Altre donne arrivarono ed altri uomini. La fila cominciava a disturbare la circolazione nel grande palazzo del tribunale. Inoltre erano già le 11. Alla fine l’usciere non riuscendo più a tenere sotto controllo la fila, chiamò altri dipendenti del tribunale, e gli addetti alle pulizie. Le chiavi dell’ufficio non si trovavano. Infine, quando si riuscì ad avere l’ordine dal funzionario di competenza, due uomini cominciarono a cercare di forzare la serratura per entrare. Dopo 10 minuti riuscirono ad entrare. Il funzionario era rimasto là seduto ma … aveva qualcosa in bocca. Un biglietto appiccicato sulla sua giacca diceva : <>. I due uomini che erano entrati restarono senza fiato, ma si toccarono le parti intime. Fu una donna, ad entrare per terza, la prima della fila in attesa a gettare un grido terrificante : il funzionario seduto aveva in bocca il proprio pene strappatogli con uno strumento ignoto. Il messaggio sul foglio era scritto con il sangue stesso del defunto. L’uomo aveva una vecchia giacca grigia alquanto lisa, un pantalone dello stesso colore, una camicia bianca sporca di sudore, dei calzini bianchi e dei mocassini neri. Aveva ancora sugli occhi un paio di occhiali molto spesse e tonde.
La sera prima aveva detto all’usciere di avere del lavoro arretrato da sbrigare e l’usciere non si era insospettito o comunque non aveva osato contraddire un funzionario. Il messaggio sul foglio fece pensare ad alcuni ad una rivendicazione politico-religiosa. La lotta alla corruzione ed alle attività sessuali extra-coniugali era una delle dichiarate ossessioni del partito al governo, ed era altrettanto noto che quel partito ambiva a sostituire i vecchi funzionari per nominarne di nuovi espressione del partito. Ma perché proprio quel funzionario era stato colpito ?
Le indagini furono affidate ad un dirigente di polizia noto per la sua fedeltà alla famiglia regnante. L’uomo cominciò subito a cercare di ripulire la memoria del funzionario, sottolineandone la puntualità in entrata ed il ritardo in uscita come segno della indefessa fedeltà allo stato. Cercò anche di attribuirgli meriti riguardanti la scoperta di presunti documenti falsi che il morto avrebbe bloccato. Ma la stampa avversa bollò l’operazione come un tentativo di insabbiare il caso e di fare del funzionario un martire, e sottolineò ancor di più la necessità di rinnovare il personale del tribunale, che non veniva rinnovato se non in minima parte dalla ascesa al potere del vecchio dittatore. L’incaricato delle indagini con gli occhi della stampa e dei superiori puntati su di lui, non riusciva a far luce sul caso. Non si trovavano impronte che non fossero del morto e le tante altre potevano essere di chiunque fosse entrato per presentare i documenti al funzionario. Inoltre nel lago di sangue che si era formato a terra per l’eviramento del morto, c’erano le impronte di tutte le persone che erano entrate quella mattina senza fare attenzione. Se avesse fallito avrebbe certamente perso il posto.
Erano già passate due settimane dal primo ritrovamento, quando una altra porta delle tante stanze del tribunale fu trovata chiusa. Questa volta la polizia fu chiamata prima di aprire la porta. Quando l’ufficiale si trovò di fronte ad una scena del tutto simile a quella del caso precedente fu preso da un conato di vomito. Quello che era seduto con il suo presunto orgoglio in bocca era un suo collega ed amico. Anche sul secondo corpo c’era un messaggio scritto con il sangue, ma impronte troppe e non nei punti decisivi. Ancora una volta l’incaricato delle indagini cercò di ripulire la fama del morto, con scarso successo. A parte la partecipazione ad alcune operazioni antidroga, le voci sul suo disinvolto uso del potere non mancavano ed il suo ruolo era uno di quelli che il partito al potere avrebbe voluto controllare, per quanto apparentemente non determinante. La carriera del dirigente di polizia incaricato delle indagini si faceva sempre più precaria, ma proprio per questo l’uomo non riusciva a predere decisioni spaventato dagli attacchi che avrebbe subito in caso di fallimento.
Infine l’uomo decise di arrestare qualche giovane del movimento per la democrazia per dare alla stampa un mostro da linciare. Ma la ricerca affrettata del capro espiatorio si rivelò pericolosa. I giovani riuscirono a portare ai loro avvocati, ed alla catena televisiva al jazeera, un filmato che li riprendeva tutti insieme impegnati in una riunione proprio all’ora presunta del delitto. Salvo qualche giornale di bassa lega, gli altri si arresero all’evidenza e finirono per sostenere la tesi del regolamento di conti tra fedeli alla monarchia e fedeli al partito di governo. Il funzionario in breve perse il posto, in seguito ad una telefonata del monarca al trono. Doveva esserne nominato un altro, ma il braccio di ferro tra la casa regnante e il partito al governo impedì la rapida nomina del sostituto. Infine il presidente del consiglio vinse sottolineando la brutta figura dell’incaricato del campo avverso. Il nuovo incaricato si impegnò a smontare accuratamente la presunta buona reputazione dei morti evidenziando invece come fossero noti per pratiche di corruzione e abuso di potere. Il movente quindi fu messo in luce chiaramente dalla stampa vicina al partito di governo. Ma due giorni dopo la conferenza stampa che additava come corruttori i defunti funzionari l’incaricato delle indagini incredibilmente cadde da una finestra del tribunale e morì sul colpo. Fu chiaro a tutti che si trattava della vendetta dei funzionari di area monarchica, ma proprio per questo le prove furono immediatamente distrutte dai nemici dell’investigatore. Era necessaria quindi una nuova nomina, ma all’interno del partito di governo molti temevano che imporre al monarca una nuova nomina avrebbe significato condannare a morte il nominato. Passò una settimana senza che alcuna indagine fosse portata avanti né sui funzionari giustiziati né sull’investigatore fatto cadere dalla finestra. Per scaricare le responsabilità di quelle morti su agenti esterni e ricompattare l’opinione pubblica la stampa vicina alla famiglia reale cominciò a sostenere che dietro quelle morti firmate c’era al-Qaida, ma l’addetto culturale della ambasciata statunitense si affrettò a smentire ogni responsabilità del gruppo terrorista, e per dimostrarlo chiese che le indagini fossero affidate ad un investigatore statunitense, il cuoco della ambasciata.
Il partito al governo dovette incassare il colpo, ma si preparò a screditare il nuovo incaricato. Due giorni dopo un altro funzionario del tribunale fu trovato evirato con il pene in bocca e lo stesso messaggio scritto con il suo sangue su un foglio appuntato sulla area evirata. L’investigatore statunitense che non conosceva una parola di arabo marocchino dovette affidarsi alle traduzioni di ostili dipendenti del tribunale. In breve si accorse di essere completamente isolato. Passò una settimana e la stampa vicina al partito di governo cominciò a sottolineare la passività dell’investigatore e la sua incapacità a risolvere il caso. L’odio popolare contro l’arroganza della ambasciata USA cominciò a montare tanto che l’investigatore si sentì costretto a lasciare frettolosamente il paese su un aereo militare che “stranamente” era atterrato in quel paese.
Allora un preside di una scuola privata francese si presentò alla corte per suggerire l’intervento della intelligence francese che conosceva invece l’arabo marocchino. Il re accettò con piacere quella offerta e il partito al governo non si oppose, sempre nella speranza di evitare perdite e brutte figure. L’investigatore francese si mise subito all’opera e scoprì che la carta sulla quale erano stati scritti i messaggi proveniva tutta dalla risma per le fotocopie conservata al pian terreno del tribunale. Ma quella carta poteva passare per le mani di molti funzionari e dipendenti, oltre che dei fattorini che la consegnavano, e dunque la scoperta non avvicinava la soluzione del caso. Ma il francese aveva dimostrato di cominciare ad indagare, cosa che preoccupò i fedelissimi del vecchio dittatore. Questi allora si rivolsero al presidente del centro culturale spagnolo, che promise di parlarne alle autorità del suo paese. L’offerta non poteva essere rifiutata, era una occassione per infiltrarsi nelle questioni interne del paese a danno dei colonizzatori più quotati, francesi e statunitensi. Ma la notizia dell’accordo tra le autorità spagnole e la vecchia guardia del dittatore giunse per caso alle orecchie del partito di governo che decise di passare al contrattacco. Mentre gli agenti spagnoli facevano trovare l’investigatore francese in compagnia di una persona che dichiarava di essere transessuale, i militanti del partito di governo si misero d’accordo con l’addetto commerciale della ambasciata cinese per silurare l’imminente nomina dell’investigatore spagnolo. Intanto le indagini sui fatti ancora una volta si fermarono, ma non si arrestò l’ ondata di esecuzioni. Questa volta toccò ad un giudice essere trovato evirato con lo stesso messaggio appuntato addosso. Lo smacco per l’investigatore spagnolo fu palese e dovette ritirarsi anche lui di fronte alla evidenza del fallimento.
La famiglia reale cominciò a pensare che dietro quelle morti misteriose ci fosse il partito di governo e una riunione di emergenza sulle eventuali trattative fu convocata in gran segreto in un palazzo sull’Alto Atlante. Il re cominciò tristemente a pensare di dover concedere qualcosa al partito di governo ma non sapeva a quale potere rinunciare. Intanto visto il discredito che si abbatteva giustamente sulla monarchia e sul partito di governo, che aveva vinto le elezioni con il 30% dei voti dati dal 45% degli elettori, il movimento degli studenti intensificò la propria azione di protesta contro entrambi e presto trovò l’alleanza con i sindacati. Monarchia e partito di governo furono sempre più contestati, mentre il giallo dei funzionari evirati non trovava alcuna soluzione. Infine il re decise di sciogliere il parlamento e dichiarare la legge marziale, denunciando un presunto complotto terrorista internazionale contro la sua persona. In questo modo il partito che era salito al governo con le precedenti elezioni era stato silurato ed il re si era ancora una volta ripreso quelle apparenti libertà costituzionali che aveva tanto pubblicizzato nel suo discorso pre-elettorale. Ma quel discorso e la stessa competizione elettorale non avevano mai incantato il movimento dei giovani, ora alleato dei sindacati. La mossa del re perciò non era giunta a sorpresa. Il partito che era stato privato delle funzioni di governo decise allora di attaccare frontalmente la monarchia sostenendo che dietro quelle morti misteriose c’era un regolamento di conti all’interno di apparati dello stato da tempo corrotti e soprattutto corruttori. Questo attacco mirava al sostegno popolare, ma ormai il partito era considerato compromesso con il potere e restò isolato. Intanto i funzionari evirati erano aumentati, ed i casi non si limitavano più al solo tribunale, ma investivano anche i ministeri. Il terrore e la diffidenza reciproca si diffusero nei palazzi del potere. Se prima l’autocensura era una regola, ora neanche quella bastava più a garantire la sicurezza. Anzi alcuni funzionari cominciarono a denunciarne altri nella disperata ricerca della propria salvezza. Così altri casi di abuso di potere vennero alla luce, e molti furono inventati nella lotta scatenatasi tra i funzionari peggiori dei palazzi. Cominciarono a crearsi delle alleanze clandestine in base alla regione di provenienza, all’ambito di potere e cosi via. Anche nelle caserme si diffuse il panico, e le reclute cominciarono ad associarsi per far fronte ai veterani. Da alcune caserme, le reclute terrorizzate dalle storie sentite sugli anni di piombo del precedente dittatore, fuggirono con le armi verso i villaggi di origine o verso le bidonvilles delle grandi città dove raramente la polizia si avventurava. Intanto le esecuzioni di funzionari aumentavano nonostante la legge marziale e le organizzazioni studentesche e sindacali per non farsi annientare dalla repressione cominciarono ad organizzarsi in modo clandestino, città per città, quartiere per quartiere. La polizia divisa al suo interno dovette abbandonare alcune caserme in tutta fretta. I vertici dell’esercito cominciarono a pensare ad un golpe per destituire il re ma il duplice potere religioso e istituzionale della famiglia reale, rendeva questa operazione difficile. Il paese infatti, memore delle gravi responsabilità dei vertici dell’armata nelle operazioni di repressione dei decenni precedenti che avevano visto rapimenti, torture e uccisioni di oppositori politici e sociali, non davano alcun credito ad una ipotetica indipendenza dei militari rispetto alla famiglia reale. Il re ne approfittò per far fucilare alcuni generali di cui non si fidava più, attribuendo a questi militari presunti tradimenti della patria e della famiglia reale. Una calma apparente regnava in molte aree del paese. Le manifestazioni di piazza erano scomparse, ma la famiglia reale stava perdendo il controllo effettivo del paese. Le fucilazioni dei generali volute dal re provocarono ulteriore panico nelle caserme, non essendo chiaro come dei militari scelti dalla famiglia reale potessero essersi allontanati dalla fedeltà alla famiglia stessa. L’evirazione dei funzionari, cominciata come un mistero scomodo da risolvere, stava diventando una mina per il potere oligarchico di quel paese. Nelle moschee l’autorità religiosa della famiglia regnante cominciava ad essere violentemente messa in discussione da alcuni imam. Ma l’opposizione alla famiglia reale ed agli ambienti compromessi con essa, era tutt’altro che unita. Partiti di ispirazione vetero-islamista, partiti di ispirazione “liberale” e partiti di ispirazione socialista erano divisi sul che fare dopo la eventuale sconfitta della monarchia.
Intanto il governo israeliano sempre più screditato per la politica di apartheid adottata nei confronti di ebrei di origine africana, di palestinesi, di immigrati africani e asiatici giunti per lavorare in Israele, e per gli episodi di corruzione che avevano avuto come protagonisti presidenti del consiglio ed eminenti personalità, decise di lanciare per l’ennesima volta una campagna per l’esodo finale degli ebrei dal nordafrica verso Israele, denunciando l’imminente pericolo di strage che avrebbe corso la comunità ebraica in caso di sconfitta della monarchia regnante. Ma la comunità ebraica del paese conosceva troppo bene la situazione interna per farsi spaventare da notizie esterne. Sapeva inoltre che il governo di Israele aveva bisogno di nuovi immigrati da reclutare per la caccia ai palestinesi, ai beduini, agli immigrati africani ed agli ebrei che si opponevano alla politica segregazionista del governo. Infine tra i maggiori esponenti della comunità vi erano state personalità scelte dal sovrano per incarichi della massima delicatezza a livello nazionale e internazionale. Ma ad una parte della comunità ebraica del paese, vista l’insistenza della propaganda israeliana, venne in mente una altra idea : fece giungere alla famiglia regnante la voce confidenziale di un possibile attentato contro il re da parte di militari scontenti con il favore dei partiti islamici. La voce era difficilmente controllabile da parte della famiglia regnante ma considerata la fonte non poteva essere scartata come certamente infondata. Il re allora cominciò a cercare un rifugio sicuro per la propria famiglia, ma a quale governo poteva chiedere asilo senza compromettere definitivamente la propria credibilità e autorità ?
Intanto l’ex partito al governo veniva sconvolto da scontri interni e dalla accusa pubblica di compromissione con il potere centrale. Alla sua destra altri partiti islamici chiedevano l’applicazione rigida della sharia, accusando il partito che era andato al governo di palese tradimento dell’Islam e di capitolazione nei confronti dei nemici americani e israeliani. Ma le nuove generazioni, colpite dal suicidio di diverse ragazze che erano state costrette a sposare i loro violentatori, e dalla crescente ossessione del partito che era stato al governo, per la condanna delle relazioni extraconiugali, le minacce di imam a giornalisti indipendenti e a scrittori che sostenevano i diritti della comunità lgbt, nonchè dalla palese contraddizione tra reddito di alcune personalità religiose e miseria delle bidonvilles, erano decisamente più laiche. Anche l’orgoglio amazigh e saharaui pretendeva nuovo riconoscimento in un paese segnato dalle politiche coloniali di divide et impera che avevano cercato la contrapposizione tra arabi e berberi e tra arabi ed ebrei, a tutto vantaggio delle istituzioni private francesi che puntavano sul bilinguismo. Con l’esercito diviso e confuso, e la caccia ai funzionari di stato corrotti ma soprattutto corruttori, anche nelle aree più periferiche del paese la protesta crebbe ulteriormente e si organizzò per resistere. D’altra parte se nelle grandi città movimento degli studenti e sindacati avevano una rappresentanza maggiore dei partiti presenti in parlamento, in diverse aree periferiche la partecipazione al voto era sempre stata inferiore al 10 per cento. La famiglia regnante aveva cercato di comprare il consenso di quelle popolazioni investendo denaro per progetti di ammortizzazione sociale, ma troppi potevano vedere che gli ingenti profitti dello sfruttamento dei fosfati restavano nelle mani di pochi. Infine il re decise di trasferire tutta la famiglia in uno ksour ai confini del deserto, completamente ristrutturato con piani segreti alla base per resistere ad un lungo assedio, e torri dotate di radar sofisticatissimi offerti dal governo di Israele. Lontano dalle grandi città, base della militanza studentesca e islamica, il re pensò di essere al sicuro da qualsiasi tentativo di attentato. Inoltre una pista permetteva al suo aereo personale di lasciare quel bunker per atterrare su una portaerei che eventualmente lo volesse portare in esilio. Partita la famiglia reale in gran segreto, le guarnigioni delle grandi città non sapevano che fare. Con molta prudenza le squadre di studenti e lavoratori cominciarono ad occupare le caserme senza incontrare resistenza, ma in alcuni casi la concorrenza dei partiti islamici. I militari erano spariti, i più giovani tornati a casa, i più anziani diretti alla dimora reale o anche loro presso parenti che potessero garantire loro un lavoro da guardia privata. Il re infine per assicurarsi la permanenza in vita sembrava aver rinunciato al potere politico, ma gli restava un immenso patrimonio da spendere per rientrare in campo in altro modo. Infatti dal suo ksour dettò tramite telecamere un discorso alla nazione : si sarebbe presentato alle elezioni come leader di un nuovo partito nazionalista.
L’obiettivo del movimento giovanile era stato raggiunto apparentemente, almeno dal punto di vista istituzionale. Ma chi aveva giustiziato quella trentina di funzionari e poliziotti che per decenni aveva abusato in ogni modo del proprio potere ? La risposta era più semplice di quanto gli investigatori avessero immaginato : non era stata una sola persona a giustiziarli ma una piccola folla di vittime, le cui impronte erano rimaste tutte sul luogo del delitto. Ma la ricerca ossessiva di una persona che da sola avesse compiuto tutte quelle azioni aveva impedito che le indagini fossero approfondite. L’azione corale di quella piccola folla di vittime aveva avuto ragione della ottusità del potere, che si era dilaniato in mille lotte intestine.

la storia an-negata – di Marco Sbandi Edizioni 7 mari

19 Lug

La storia an-negata (1)

Voraci e fameliche balene d’acciaio
catturano in una Arca fantasma
i più giovani figli del Rajastan (2)
e le tigri tamil oppresse dal te (3)
Smarriti i leoni di Taprobane (4)
annegano la vista nel mare
mentre la finta balena arranca
allontanandosi dalla Montagna Suprema (5)
e dalle prigioni della antica Muraglia
Discendenti della prode Cartagine
e della colta capitale Songhai (6)
soffocano rinchiusi in fetide stive
L’odissea si trasforma in eneide
e la terra promessa è un miraggio assassino

Note :
1. Dedicata alle vittime del Naufragio del natale 1996. La nave Iohan che trasportava persone dall’Asia e dall’Africa verso l’Italia prima calò una scialuppa, poi si scontrò con essa. Centinaia di persone rimasero vittime dello affon-damento e dei colpi d’arma da fuoco esplosi dallo equipaggio.
2. Rajasthan : arida regione dell’India settentrionale ricca di imponenti palazzi dei signori locali.
3. Molti tamil furono deportati dagli inglesi a Sri Langka per lavorare nelle piantagioni di te. Questa deportazione ha creato attriti fra i Tamil e gli abitanti di Sri Langka, sfociati poi in guerra.
Il simbolo dei Tamil è la tigre.
4. Il simbolo degli abitanti di Sri Langka è il leone (“singha”) dal quale prende il nome la popolazione (“singalese”). Taprobane è il nome usato nell’antica Grecia per indicare Sri Langka.
5. Montagna Suprema (“Gunung Agung”) è il nome di un monte nell’isola di Giava (Indonesia).
6. Songhai : prospero e colto regno sorto nel Mali orientale nel 1400.
Alla capitale fu costituita una eccezionale biblioteca acquistando a peso d’oro i libri rilegati a Cordoba durante il periodo arabo.

antisemitismo e islamofobia

19 Lug

Antisemitismo e islamofobia , strumenti complementari del capitalismo "
di Marco Sbandi, 17 settembre 2011.


L' antisemitismo alla lettera è l' odio per i semiti,

e sono popoli semiti sia gli ebrei che gli arabi,

ma è più frequente l' accezione anti-ebraica

del termine rispetto a quella letterale estesa.

L' antisemitismo, come anti-ebraismo

è stato alimentato sostanzialmente dalla chiesa cristiana

sia nella versione unica originale, che nelle diverse scuole scismatiche

come strumento per giustificare l' occupazione militare della Palestina,

la rapina delle sue risorse, la permanenza militare post-occupazione,

ma anche per additare a braccianti, contadini e proletari europei

un comodo bersaglio, un capro espiatorio,

contro cui scaricare frustrazioni e rabbia per miseria e sfruttamento,

mentre quella miseria e quello sfruttamento erano causati

dalla gestione feudale delle terre,

in parte in mano a monasteri e alti prelati.

Chiesa cattolica, aristocrazia e dinastie regnanti in Europa,

agivano di comune accordo per scaricare sulla plebe ogni costo,

oltre al lavoro quasi servile nelle campagne.

L' antisemitismo serviva anche dal punto di vista politico

ad isolare tutti quegli esponenti politici, italiani ed europei

che si ostinavano ad avere relazioni diplomatiche, culturali ed economiche

con i paesi a maggioranza araba e musulmana,

paesi con i quali le comunità ebraiche avevano rapporti

in quanto presenti anche in quei paesi (Tunisia, Marocco, Egitto).

L' apice della istituzionalizzazione dell' antisemitismo

è segnato dalla creazione della Inquisizione

e dalla approvazione della Legge per la difesa della purezza di sangue.

Questi due eventi (1492 e 1511) segnano la storia dell Europa

in modo drammatico e ne ritardano lo sviluppo culturale ed economico.

Nel 1492 vengono espulsi arabi ed ebrei dalla Spagna

e distrutti 400.000 volumi della biblioteca califfale di Cordoba,

un capitale culturale inestimabile la cui distruzione

rappresenta un atto gravissimo nei confronti della umanità .

Successivamente per secoli la Inquisizione processerà

e condannerà ad inumane prigionie e torture e roghi

centinaia di persone ebree, di ogni età e condizione.

Sono le premesse ideologiche

per la futura concezione dello sterminio nazifascista.

Bisogna anche ricordare che l' ossessione antisemita

di matrice cristiana si diffonde anche nei paesi dell' europa dell' est

con le stesse modalità e gli stessi obiettivi :

additare gli ebrei alla servitù della gleba

come unici responsabili di quella miseria millenaria

in cui aristocrazia e chiesa l' hanno costretta.

Con la esasperazione nazionalista e imperialista in europa

le comunità ebraiche presenti

avvertono in parte il pericolo dell' olocausto

dando vita al movimento sionista

ma finiscono anche per recepire inconsciamente

quella propaganda eurocentrica e razzista contro i popoli africani

le cui terre sarebbero naturalmente da occupare

da parte dei senza terra, braccianti e contadini europei del sud

in quanto appartenenti a razza presunta superiore perch&eeacute; bianca.

È la propaganda per la conquista del posto al sole

lanciata dai primi governi italiani e benedetta dal Vaticano

che d' altra parte aveva partecipato con armi e ideologia

alla deportazione di milioni di africani

ai genocidi in sudamerica e alla colonizzazione dell' Asia

In ogni colonia si erano stabiliti degli ordini monastici

a seconda del rapporto con i vari governi europei.

Il movimento sionista quindi quando sbarca in Palestina

e crea con molti massacri contro i palestinesi lo stato di Israele

assume una politica razzista nei confronti degli ebrei sefarditi

provenienti dal maghreb e dal mashreq, e dall' Etiopia.

La stessa politica razzista e persecutoria che manda avanti

ancora oggi contro palestinesi ed ebrei non ashkenaziti

con l' aggravante della selezione ideologica.

La versione moderna della legge per la difesa della purezza del sangue

viene elaborata con il nazifascismo

e la teoria del complotto giudo-plutocratico.

Ancora una volta l' ebreo è il capro espiatorio,

la minoranza, di asserita inferiorità umana,

come prima i pagani d' africa, asia e america,

alla quale viene attibuita la colpa della miseria dilagante

a causa delle guerre e delle epidemie,

così come dello sfruttamento capitalista e feudale.

Ancora una volta, come è stato fatto a partire dal 1300,

le comunità ebraiche vengono rapinate,

e costrette ad aprire la borsa per forse salvare la vita.

Per secoli erano state costrette a pagare forti somme

soltanto per potersi stabilire in una zona e viverci,

e questi versamenti non erano bastati a garantire la vita.

Con il nazifascismo la prassi antisemita

si avvale della rivoluzione industriale e della distruzione di massa.

Le comunità ebraiche vengono deportate

da dove vivevano e concentrate in aree disumanizzanti per lo sterminio.

Sei milioni di ebrei verranno sterminati nei lager.

I governi discendenti dalle dinastie coloniali

non solo non si oppongono alla deportazione

ma spesso contribuiscono a realizzarla nei propri paesi :

è il caso della Francia, ma non solo.

La colonizzazione intanto ha ridotto in miseria

insieme a milioni di africani e arabi, anche centinaia di migliaia di ebrei.

È il caso del Marocco, dove l' artigianato

viene rovinato dalla concorrenza industriale.

Il sionismo, rappresentato dalla Alleanza Israelita Universale,

spinge gli ebrei del Marocco ad emigrare verso Israele

sia prima della sua nascita che nei primi anni dopo

considerando quegli ebrei fuori posto in Africa,

nonostante proprio in Africa abbiano trovato rifugio

quando erano costretti a fuggire dalla europa cristiana,

ma al tempo stesso utili pedine per la colonizzazione della Palestina.

In questo modo il sionismo riprende la propaganda europea

per la conquista di nuove terre, presunte vuote,

da parte di braccianti, contadini, proletari, disoccupati.

Sia nel caso italiano che in quello sionista

quelli che vengono chiamati a colonizzare

hanno un trattamento comunque discriminatorio rispetto

alle classi borghesi autorizzate-si a rimanere in patria.

Dopo aver permesso lo sterminio in europa

il governo militarmente e a quel punto economicamente più forte

tra i governi discendenti da europei,

è quello degli Stati Uniti d' America ,

nato con la teoria della superiorità della razza bianca e cristiana.

Per imporre lo stato di Israele in medio oriente ,

e giustificare il suo continuo riarmo e i suoi crimini,

ma anche per giustificare la occupazione dello impero ottomano

e la rapina di tutte le risorse del suo territorio

c' è bisogno di un ulteriore aggiornamento

dei vecchi strumenti ideologici dell' antisemitismo.

Alle vecchie teorie deicide e infanticide,

alla teoria del complotto giudo-plutocratico,

si aggiunge la teoria del pericolo arabo e musulmano.

Si tratta ancora una volta di strumenti ideologici

che servono a convincere le masse occidentali

ma anche, questa volta la popolazione ebraica,

contro la quale viene escogitata una perfida trappola.

Lo stato ed i governi di Israele

ricevono fondi dagli USA per comprare armi

e per costruire la difesa anti-araba e musulmana.

Le passate persecuzioni anti-ebraiche ,

dirette dall' europa cristiana

vengono strumentalizzate per alimentare l' incubo

di un genocidio perpetrato da parte di popolazioni arabe.

Il contatto tra ebrei di Israele e palestinesi

viene bandito in ogni modo

e gli ebrei provenienti dal maghreb e mashreq censurati

fino alla interiorizzazione della subalternità alla elite ashkenazita

ed al rinnegare millenni di convivenza con berberi e arabi.

L' antisemitismo diventa una etichetta

da imporre chiunque, ebreo e non ebreo, chiunque critichi Israele.

La critica alla politiche discriminatorie e persecutorie verso i palestinesi

viene spacciata per tradimento dell' unità ebraica

e minaccia alla esistenza stessa del popolo ebraico.

Questo uso della etichetta antisemita

ma anche la spinta continua ai governi israeliani ad armarsi

per costituire un presunto baluardo occidentale e democratico

in un medio oriente arabo e musulmano,

è uno strumento per rinnovare l' antisemitismo

e la teoria del complotto giudo-plutocratico

puntando sull' odio arabo verso i crimini commessi da Israele.

Ma lo sfruttamento dell' incubo ebraico della estinzione

non basta a giustificare le continue invasioni di paesi asiatici e africani,

così come il trattamento disumano riservato alle persone immigrate.

Occorre rinnovare un vecchio strumento ideologico :

quello della minaccia musulmana contro l' europa e l' america.

L' ultima, drammatica, revisione di questo strumento

è il colpo di stato organizzato negli USA nel settembre 2001.

Come sottolineò subito Michael Moore

il clan Bush in realtà fino a quel momento

aveva avuto ottimi affari in campo petrolifero con una famiglia araba.

Quella famiglia araba anzi pagava i due George Bush meglio degli USA.

Ma questa non era una novità .

Mentre infatti apparentemente gli USA erano schierati con gli ebrei

in realtà puntavano in asia come in africa

a creare e sostenere movimenti islamici radicali e terroristi

per sconfiggere le generazioni di partigiani anticoloniali

ed i movimenti socialisti e femministi ovunque fossero presenti.

Islamofobia e antisemitismo,

due strumenti usati contemporaneamente e allo stesso scopo,

ma apparentemente contrapposti nella propaganda.

Ebrei e arabi chiamati ad odiarsi e combattersi

per giustificare i continui interventi imperialisti nel mondo.

Le stragi dell' 11 settembre 2001 negli USA

d' altra parte sono una prassi consolidata

nella politica estera statunitense.

I servizi segreti degli USA hanno favorito il salvataggio

di criminali nazisti trasferitisi in vari paesi del sud america

allo scopo di contrastare i movimenti indipendentisti

e soprattutto comunisti e comunitari ,

che in alcuni paesi, come l' Argentina,

hanno visto anche la partecipazione ebraica,

ovvero dei discendenti dei perseguitati dalla Inquisizione.
.
I servizi segreti degli USA hanno voluto e diretto

le stragi di stato in Italia per impedire la vittoria dei sindacati

e dei partiti e movimenti di ispirazione marxista.

I servizi segreti degli USA hanno voluto e diretto

il colpo di stato militare in Indonesia nel 1964

per impedire che il partico comunista indonesiano

andasse al potere ed impedisse la continuazione della rapina coloniale.

I servizi segreti degli USA hanno sostenuto e sostengono

le dittature presenti in europa, sia a guida militare che civile

e favoriscono le organizzazioni criminali per il traffico di immigrati.
Oggi alcuni sostengono con miopia di analisi

che l' impero coloniale USA stia vacillando

ma confondono il potere delle vittime statunitensi del capitalismo

con quello dei dirigenti statunitensi delle multinazionali

operanti nel settore energetico (cosiddette 7 sorelle),

ma anche in quello degli OGM e delle armi atomiche e non.

Se infatti esistono 13 milioni circa di statunitensi

che vivono al di sotto della soglia di povertà

e che non possono neanche andare a curarsi

perché la cura è condizionata

dal pagamento della assicurazione,

continua allo stesso tempo ad aumentare la rapina capitalista :

gli OGM sono semi geneticamente modificati

che possono dare un solo raccolto

al termine del quale il contadino è costretto a nuovo acquisto:

Studi indiani, e non solo, hanno dimostrato

non solo la effettiva crescente debolezze degli OGM contro i parassiti

ma anche il contemporaneo ed esponenziale indebitamento

di milioni di contadini verso le ditte USA che distribuiscono OGM.

In pratica la diffusione degli OGM impoverisce il terreno e la biodiversità

e contemporaneamente crea una nuova dipendenza coloniale

delle campagne asiatiche e mondiali da multinazionali chimiche.

Alcuni sostengono che il perpetuarsi di scontri in Afghanistan

o in Iraq, in Somalia, ed altri paesi occupati da truppe USA

dimostri l' indebolimento dell' impero coloniale capitalista USA

ma in realtà le perdite di vite umane tra i militari USA

servono a giustificare il prolungamento della occupazione

a vantaggio di coloro che veramente ne traggono benefici :

ovvero le multinazionali del petrolio e del gas,

ma anche della droga e delle armi

che usano le truppe nazionali per fini privati.

Non a caso ancora una volta ex schiavi USA

vengono convinti a fare i mercenari con la promessa di guadagni

che in patria il sistema capitalistico non gli permette.

Secondo altri sostenitori della tesi della fine dell' impero

le aspirazioni egemoniche della Turchia nel mediterraneo e in medio oriente

metterebbero in difficoltà il governo statunitense.

Ma anche questa è una tesi che non tiene conto

dei reali rapporti di forza tra il centro dell' impero ed i suoi caporali.

Il governo turco ha la funzione di controllare

la gestione degli oleodotti e dei giacimenti petroliferi in kurdistan

ma anche Siria, Iraq e Iran, e le frontiere con i paesi del Caucaso,

ed anche la gestione delle risorse idriche dell' area.

Ha la funzione di reprimere con ferocia il PKK, marxista,

e qualsiasi aspirazione kurda nell' area

ed ha la funzione di controllare i movimenti iraniani e siriani.

Questa funzione non è in contrasto con quella israeliana

ma è complementare,

vista anche la ridotta superfice di Israele.

I cambiamenti interni alle forze armate turche

vanno considerati rispetto alle necessità atlantiche

ed ai successi militari nei confronti delle milizie PKK.

Un presunto contrasto fra governo turco e governo israeliano

non compromette i superiori interessi imperiali

perché i comandanti USA della NATO

gestiscono sia le alleanze turche che israeliane.

Inoltre la presunta minaccia turca ad Israele

può servire a minacciare i manifestanti israeliani

e a spingerli verso il ritorno al nazionalismo cieco

in nome della difesa dello stato sionista

ed a scoraggiare gli ebrei israeliani nati nel maghreb e mashreq

dal proseguire in manifestazioni di dissenso

rispetto alla collocazione occidentale e imperialista di Israele

e rispetto a segnali di solidarietà

verso i giovani in rivolta nel maghreb e mashreq.

In questo contesto l' Europa non esiste

e continuano ad agire per conto proprio i governi

dei paesi a più forte tradizione coloniale :

ovvero Francia e Gran Bretagna.

La Francia in particolare ha un problema di concorrenza

con gli interessi imperiali USA in Africa

perché le lobbies USA stanno cercando

di esautorare l&39; influenza francese in Marocco

facendosi assegnare commesse militari

prima esclusivo appannaggio francese

e cercando di ricattare la monarchia marocchina

puntando sul terrorismo islamico

invece che sulle rivendicazioni berbere

e costringendo il Marocco a relazioni pericolose con israele

a dispetto della posizione non sionista della comunità ebraica

contraria alla ulteriore emigrazione

e prima comunità ad esporsi ufficialmente

nella condanna della operazione Piombo Fuso,

come strage orrenda e senza alcuna giustificazione.

Hello world!

19 Lug

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